I Regolamenti Edilizi alla sfida del clima

Sono 298 i Comuni che affrontano i temi legati ai cambiamenti climatici ed all’adattamento nei proprio Regolamenti Edilizi. La maggioranza concentra le indicazioni sulla permeabilità, fissando quanta percentuale di un lotto debba essere lasciato a verde o comunque permeabile.

In 182 Comuni sono presenti indicazioni specifiche che riguardano i materiali con riferimenti che riguardano la riflettanza. Alcuni esempi sono interessanti per come entrano nel merito della permeabilità dei suoli e dell’uso dei materiali per evitare l’effetto “isola di calore”.

Ad esempio Scandiano (RE) dove dal 2013 è stato introdotto come riferimento obbligatorio l’Indice di Riduzione dell’Impatto Edilizio (R.I.E.), già presente a Bolzano sin dal 2004. Si tratta di un indice di qualità ambientale che serve per certificare la qualità dell’intervento edilizio rispetto alla permeabilità del suolo e del verde. Nasce proprio per limitare la quantità di superfici impermeabili e si esprime con un valore finale compreso tra 0 e 10, dove 0 corrisponde ad una superficie completamente sigillata e 10 ad una totalmente permeabile. Anche il Comune di Bologna ha introdotto recentemente nel proprio Regolamento Edilizio il R.I.E. specificando come la qualità dell’intervento edilizio rispetto alla permeabilità del suolo e al contenimento dei fenomeni di isola di calore debba prediligere superfici esterne con elevata capacità di riflettere le radiazioni solari. A Mortara (PV) per aiutare il processo evaporativo nei periodi di maggior insolazione viene promosso l’utilizzo di pavimentazioni verdi permeabile nelle aree carrabili (zone di parcheggio, zone di transito di autoveicoli, cortili) di pertinenza agli edifici.

Esistono poi Comuni che hanno introdotto indirizzi e premialità per ridurre il fenomeno delle isole di calore. Come a Rivoli (TO) dove devono essere studiati tutti i fattori che permettono di ridurre le temperature superficiali con effetti sul comfort esterno e sulla riduzione dei carichi solari nel condizionamento degli spazi chiusi. Nello specifico viene richiesto per le zone industriali che almeno l’80% degli spazi aperti debba essere costituito da aree verdi o materiali con un coefficiente di riflessione pari ad almeno il 30%. Ed ancora in Provincia di Torino, a Poirino, dove è richiesta una analisi specifica su tutte le caratteristiche fisiche dei materiali, soprattutto nel periodo estivo. Inoltre per ciò che concerne le aree esterne adibite a parcheggio pertinenziale si raccomanda di utilizzare pavimentazioni non asfaltate e di garantire un ombreggiamento pari al 50% della superficie totale attraverso la vegetazione. In alternativa a superfici asfaltate si consiglia di utilizzare pavimentazioni in pietra o a ciottoli, poiché, se opportunamente combinate con superfici a prato o piantumazioni, sono in grado di ridurre le temperature superficiali di alcuni gradi e contribuire al miglioramento del bilancio energetico complessivo dello spazio urbano. Viene inoltre poi illustrata una tabella con i valori di albedo dei diversi materiali, e’ raccomandato poi l’uso di alberature singole o in gruppo, selezionate in funzione delle caratteristiche di resistenza al clima dell’area oggetto di intervento ed adeguatamente posizionate nel lotto al fine di mitigare l’incidenza delle radiazioni solari estive e correggere situazioni critiche. Anche per quanto riguarda le superfici esterne degli edifici, comprese le coperture, si raccomanda di valutare opportunamente le caratteristiche di rugosità, assorbimento e riflessione nella scelta dei vari materiali che andranno a relazionarsi col contesto circostante, onde evitare potenziali e possibili formazioni di isole di calore dovute principalmente ad una riflessione di tipo diffuso o speculare.

Sono poi 446 i Regolamenti Edilizi che trattano il ricorso ai tetti verdi. Nella maggior pare dei casi, 406 Comuni, vengono citati solo facendone promozione, mentre 31 Comuni incentivano questa pratica. Tra i Comuni più interessanti riguardo alle richieste sui tetti verdi bisogna citare Pavia, che obbliga la realizzazione di almeno il 50% delle coperture a verde nel caso di edifici industriali e/o del terziario, e Zinasco (PV) che obbliga le coperture a verde per tutti i nuovi edifici, sempre per un valore non inferiore al 50%. Infine, un tema fondamentale in tema di cambiamenti climatici è quello che riguarda l’acqua, che nei regolamenti edilizi è afrontata in termini gestione delle acque, risparmio idrico ed il recupero delle acque meteoriche.

Sono 747 i Comuni che inseriscono il tema del risparmio idrico all’interno dei propri regolamenti edilizi, in molti casi fissando obbligate (669) e/o incentivazioni, come per le cassette w.c. a doppio scarico e l’utilizzo dei riduttori di flusso. A Torre Pellice (TO) per gli edifici di nuova costruzione e per interventi di ristrutturazione edilizia integrale, si deve prevedere l’utilizzo di sistemi individuali di contabilizzazione del consumo di acqua potabile per ogni unità immobiliare. Inoltre per tutti gli edifici di nuova costruzione si fa obbligo di dotare i servizi igienici dei seguenti dispositivi: – per gli edifici non residenziali: temporizzatori che interrompono il flusso dopo un tempo predeterminato; – per tutte le destinazioni d’uso: sciacquoni per WC a due livelli o con tasto di fermo per graduazione continua; sono vietati gli sciacquoni a rubinetto; sistemi, installati in rubinetti e docce che riducano il flusso da 15-20 l/min a 7/10 l/min. Nei Comuni di Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore, tutti in Provincia di Lecco, viene richiesto in modo obbligatorio, un risparmio idrico pari al 30% rispetto al valore di 250 litri al giorno per abitante. Il tema del recupero delle acque piovane è presente in 717 Comuni, in 566 il requisito è obbligatorio ma riguarda solo abitazioni con aree in cui è possibile riutilizzare l’acqua (giardini, garage etc..). Uno dei migliori esempi viene da Contursi Terme (SA) dove è obbligatorio recuperare le acque piovane in proporzione alla superficie dell’edificio e per non meno di 50 litri/mq sia nel caso di rifacimento della rete di distribuzione dell’acqua potabile sia nel caso di nuovi edifici. Contemporaneamente è obbligatoria l’adozione di dispositivi per la regolazione del flusso dell’acqua dalle cassette di scarico. Questi requisiti sono validi anche per le destinazioni commerciali (uffici, negozi ecc.). A Celle Ligure (SV) viene obbligato il risparmio idrico mediante raccolta delle acque meteoriche dalle superfici impermeabili finalizzata al riutilizzo. La raccolta delle acque meteoriche dalle coperture deve avvenire con uno stoccaggio in cisterne o accumuli naturali per gli edifici con uno spazio esterno impermeabilizzato di almeno 200 mq. Viene poi incentiva l’installazione di un impianto idrico duale per permettere l’utilizzo delle acque piovane per usi domestici non potabili. Anche il riutilizzo delle acque grigie (parte delle acque domestiche derivate dagli scarichi della cucina, della doccia, vasche da bagno e lavandini) è affrontato da molti Regolamenti Edilizi. Sono infatti 254 i Comuni che includono questo tema, di cui 46 ne fanno un requisito cogente, per una percentuale precisa del totale di acque grigie prodotte, sia nel caso di nuova costruzione sia in quello di ristrutturazioni importanti. In altri 35 casi sono previsti incentivi. Nel Comune di Bellusco (MB) viene promosso il recupero volontario di almeno il 70% delle acque grigie, come nel Comune di Ravenna dove i sistemi di captazione e di accumulo delle acque grigie devono obbligatoriamente assicurare un recupero pari ad almeno al 70%, predisponendo filtri idonei che le rendano adatte agli usi compatibili all’interno dell’edificio o al suo esterno.

Un altro tema importante rispetto ai cambiamenti climatici, per ridurre l’impatto del soleggiamento nei periodi estivi e durante le ondate di calore (e invece valorizzarlo nei periodi invernali, per ridurre i fabbisogni di riscaldamento) riguarda l’esposizione degli edifici. Il tema del corretto orientamento degli edifici viene richiamato in 652 regolamenti edilizi, mentre la schermatura dal sole si trova in 643 Comuni. In 447 Comuni i due requisiti sono obbligatori contemporaneamente e prevedono una percentuale variabile di oscuramento delle vetrate e l’orientamento dell’edificio lungo l’asse sud-est/sud-ovest.

https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/le-citta-alla-sfida-del-clima

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